AUTO: 2030, IL PARCO CIRCOLANTE SARÀ COSÌ

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Nel 2030, le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le ibride il 10%, le elettriche (BEV e PHEV) quasi il 9%.
È quanto prevede, in estrema sintesi, lo studio “Per una transizione energetica eco-razionale della mobilità automobilistica”, realizzato da Fondazione Caracciolo – Centro Studi dell’Automobile Club d’Italia, ENEA e CNR-Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti.

OBIETTIVI 2030 ED EMISSIONI: SERVONO GLI INCENTIVI
Lo stesso studio stima che, con gli sforzi congiunti tra industria dell’auto e dell’energia, e ai significativi risultati già conseguiti dai veicoli benzina e diesel in fatto di riduzione delle emissioni inquinanti (PM, CO, NOx), l’Italia riuscirà a sfiorare l’obiettivo 2030 – ridurre a 49 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti le emissioni di “gas serra” – in uno scenario tendenziale che non prevede politiche incentivanti. Il settore automobilistico, infatti, contribuirà per 54,5 Mt di CO2 eq, sforando l’obiettivo solo dell’11%.
Per ridurre i 5 milioni di tonnellate di CO2 eq in eccesso, occorrerà, invece, adottare politiche incentivanti la sostituzione dei mezzi di trasporto più vecchi e più inquinanti, sia pubblici che privati, e promuovano il trasporto pubblico e la mobilità condivisa e ciclo pedonale.

auto scenario 2030
Nel 2030 l’Italia avrà un parco auto costituito per l’82% da auto termiche
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